Il Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia è giunto alla sua decima edizione nel 2026, svoltasi a Roma, il 24 settembre, in ricordo della giornalista lucana scomparsa prematuramente il 3 settembre 2008, all’età di 27 anni, a causa di una grave patologia legata a una rara malformazione vascolare di cui era affetta fin dalla nascita.
Il premio nazionale, rivolto ai giornalisti under 35 iscritti all’Ordine dei Giornalisti e agli studenti delle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, è realizzato per iniziativa dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti in collaborazione con la Fondazione Alessandra Bisceglia ViVa Ale, ed è stato istituito nell’intento di riconoscere e stimolare l’impegno dei più giovani per la diffusione e lo sviluppo di una cultura della solidarietà e dell’integrazione delle persone diversamente abili, con particolare attenzione all’equità nell’accesso alla cura.
Antonio Piazzolla, classe 1992, giornalista pubblicista e scrittore, laureato in Scienze della comunicazione, marketing e digital media all’Università LUMSA di Roma e membro del Gruppo di lavoro in materia di Comunicazione e Rapporti con la stampa e i media dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha ricevuto il terzo posto con il lavoro “La musica contro il silenzio: così le malattie rare trovano voce”; l’articolo racconta la storia di Cristina, una donna affetta dalla sindrome di Noonan, rara malattia genetica che può manifestarsi in forma ereditaria o sporadica e che può essere associata, tra le altre conseguenze, a difetti cardiaci, denunciando inoltre la difficoltà dei pazienti affetti da malattie rare di ottenere le visite – pur esenti da costi – in tempi brevi; situazione che spinge molti di loro a dover provvedere di tasca propria.
A consegnare il riconoscimento sono stati Fabio Zavattaro, direttore scientifico del Master in Giornalismo LUMSA, Rita Pinci, giornalista di TV2000, e Roberto Giacobbo, giornalista e conduttore televisivo. Nelle motivazioni della giuria si legge: “Le arti per accompagnare le sofferenze e le gioie di chi vive con una sindrome poco diffusa e meno studiata. L’aiuto della musica, in particolare, come viene spiegato da Cristina, youtuber con la sindrome di Noonan. Un’intervista capace di parlare anche di aspetti spiacevoli, come i privilegi per i falsi casi e gli ostacoli insormontabili per chi ha davvero bisogno”.
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