Antonio Piazzolla
By Antonio Piazzolla

La Cina è la nuova potenza spaziale?

Poco meno di un mese per prelevare e riportare a Terra campioni lunari. Non accadeva dal 1976. La Cina è la nuova potenza spaziale?

Mentre pubblico questo articolo, il lander cinese Chang’e 5 sta per atterrare sulla Luna; preleverà dei campioni lunari per riportarli sulla Terra. Non accadeva dal 1976, quando i sovietici riportarono sul pianeta campioni lunari con la sonda Luna 24 e a questo punto una domanda sorge spontanea (e neanche tanto…): la Cina è la nuova potenza spaziale?

Il Dragone, in questo contesto, arriva terzo: prima di lui ci sono stati i sovietici, come appena accennato, e gli americani. Il programma spaziale cinese però prosegue a ritmo battente e senza tanti intoppi: va menzionato solo il fallimento del razzo Lunga Marcia 5 che avrebbe dovuto lanciare questa missione già nel 2017, ma l’Oriente si è rimesso subito in carreggiata. La Cina infatti punta ad inviare altre sonde automatiche, complete di rover e moduli di atterraggio, per poi procedere con i primi sbarchi dei “taikonauti” nel 2030 (dal cinese “tai kong” – spazio cosmico, come scrive correttamente il collega Antonio Lo Campo su La Stampa).

Il rover cinese Yutu 2 che nel gennaio 2019 ha visitato il lato nascosto della Luna. Crediti: Xinhua/China National Space Administration (CNSA)

La Cina impressiona per la “velocità di esecuzione”

Lo scorso anno la Cina ha conquistato – letteralmente parlando – il lato nascosto della Luna, inviando il primo rover della storia a visitare l’altra metà del nostro satellite, che ha percorso ben 367 metri. La missione Change’5 sarà ancor più complessa di quella precedente: essa infatti comprende un lander (con rover), un orbiter, un ascender e un returner; obiettivo di missione la raccolta di campioni lunari, con decollo, rendezvous, attracco in orbita lunare e rientro ad alta velocità nell’atmosfera terrestre.

I tempi di esecuzione sono impressionanti: meno di un mese per portare a termina la missione. L’orbiter infatti – dalle dichiarazioni della CNSA (l’agenzia spaziale cinese) – riporterà i campioni a Terra a metà dicembre, atterrando in Mongolia con circa due chilogrammi di roccia lunare. I campioni saranno poi custoditi, al termine degli studi, nella Chinese Academy of Sciences National Astronomical Observatory of China di Pechino. Non si sa se il Dragone presterà i campioni ad altri laboratori nel mondo. La domanda però sorge spontanea: la Cina è la nuova potenza spaziale?

Nella foto in evidenza il lander lunare cinese Chang’e 4, crediti: CNSA / CLEP

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