Antonio Piazzolla
By Antonio Piazzolla

NASA Space Apps Challenge Foggia, successo per l’hackathon online

0

Un sogno, quello di portare la NASA in Puglia, realizzato con una squadra che ha operato al meglio. Ecco com'è andata la NASA Space Apps Challenge Foggia

Un sogno, quello di portare la NASA in Puglia per la prima volta, realizzato grazie al lavoro di una squadra che ha operato al meglio, all’appoggio dell’Ente Fiere di Foggia (che avrebbe dovuto ospitare l’evento in presenza) e alla preziosa collaborazione dei media locali e nazionali che hanno offerto il giusto spazio ad un evento di questo tipo, importante per i giovani del nostro terriorio che possono così confrontarsi non solo in un’esperienza unica, ma misurarsi con un grande nome, quello della NASA.

La scelta dell’organizzazione Space Apps Challenge ci ha un po’ spiazzati ma del resto era inevitabile: organizzare l’hackathon online, per la prima volta da quando è stato istituito, anche in quei paesi dove, tecnicamente, sarebbe stato possibile svolgerlo in piena sicurezza (vista soprattutto l’ampia capienza dell’Ente Fiere di Foggia. NASA Space Apps Challenge Foggia quindi ha dovuto affrontare due sfide: portare per la prima volta un evento di questo tipo in Puglia (è l’unica città pugliese ad ospitare l’evento e la seconda al Sud dopo Napoli) e sperimentarlo per la prima volta online, insieme a tutte le altre edizioni nel mondo.

Antonio Piazzolla, Local Lead di NASA Space Apps Challenge Foggia.

L’accoglienza del NASA Space Apps Challenge Foggia

Nonostante avessimo avuto solamente poco più di un mese per organizzare l’evento (ho ottenuto la licenza come Local Lead il giorno di ferragosto e l’evento si è svolto dal 2 al 4 ottobre), la partecipazione da parte della comunità locale non è affatto mancata: ben quattro squadre hanno partecipato all’evento, circa una ventina di persone (cifre non lontane da altre città italiane che a causa dell’edizione digitale hanno registrato un calo dei partecipanti rispetto alle edizioni classiche).

Anche i media nazionali, che ringraziamo di cuore, hanno dedicato il giusto spazio alla Space App: da Askanews al Sole 24 Ore, passando per Today e Il Tempo; e immancabilmente i media locali come Foggia Today, La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Immediato, Foggia Reporter, Il Sipontino, Resto al Sud, Foggia Città Aperta, Il Mattino di Foggia, l’Attacco, La Gazzetta di San Severo.

La collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti

Foggia è tra le pochissime città italiane a poter vantare della preziosa collaborazione con la U.S. Mission in Italy, la missione umanitaria dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, che si è proposta per offrire due premi da 500,00 euro ai due team vincitori dell’edizione locale.

Un punto di forza che rende l’edizione di Capitanata prestigiosa e ambita, oltre ad offrire anche un compenso non indifferente ai propri vincitori, utile anche per coloro che desiderano poi sviluppare concretamente il proprio progetto.

Il logo ufficiale della U.S. Mission in Italy, crediti: it.usembassy.gov/it

Due giudici d’eccezione per l’edizione di Foggia

Foggia ha potuto vantare la partecipazione di due giudici d’eccezione, due professioniste che hanno messo la propria esperienza e competenze al servizio dell’evento, garantendo una giusta valutazione dei progetti. Stiamo parlando di Arianna Ricchiuti, classe ’94, pugliese laureata in Biologia e con un Master in Comunicazione della Scienza. Lavora nell’Ufficio Comunicazione dell’Agenzia Spaziale Europea e per anni è stata il volto del Planetario di Bari partecipando a numerosi congressi e festival scientifici in Italia e in Europa. Ha ottenuto anche diversi premi per il suo impegno nella divulgazione.

L’altra giudice è Valentina Sumini, Space Architect e ricercatrice al MIT Media Lab nel Responsive Environments Research Group e Space Exploration Initiative. La sua attività di progettazione si è focalizzata sullo sviluppo di design e architetture volte a consentire la vita in condizioni estreme sia sulla Terra che in orbita, sulla Luna e Marte. Al momento è anche Visiting Professor al Politecnico di Milano per il primo corso in Italia di Architecture for Human Space Exploration e lavora nel gruppo di ricerca e sviluppo del Coesia Engineering Center.

A sinistra Valentina Sumini. A destra Arianna Ricchiuti.

I vincitori dell’edizione 2020 del NASA Space Apps Challenge Foggia

Il team FOVEA DYNAMICS, composto da Nicola Russo, Francesco Palazzo e Giuseppe Sicolo, si è aggiudicato il premio grazie al progetto Rex, un rover quadrupede dotato di braccio robotico che “si focalizza bene su uno dei temi principali legato all’esplorazione spaziale dei corpi celesti”, ha commentato una delle nostre giudici, Valentina Sumini.

“E’ circa un anno che coltivo la mia passione per il Machine Learning applicato alla robotica e nel tempo libero ho sviluppato un progetto open source per un robot quadrupede, ricevendo ottimi feedback da un paio di ingegneri di Boston Dynamics e da un ricercatore di Google” – ci ha raccontato Nicola Russo, uno dei ragazzi del team. “Dopo aver visto che Foggia ospitava la NASA Space Apps Challenge ho pensato a come poter trasformare questo progetto in qualcosa di utile nel campo dell’esplorazione planetaria: nasce così l’idea di un rover quadrupede. Dopo aver formato un team per la challenge sono stato contattato da Francesco (Palazzo) e Giuseppe (Sicolo) che si sono mostrati subito entusiasti dell’idea. Con Francesco abbiamo realizzato il modello 3D mentre Giuseppe si è occupato della comunicazione realizzando i video e lo slide deck. Siamo fieri di aver vinto la competizione locale e speriamo di poter dire la nostra nella competizione globale!”.

https://www.instagram.com/p/CGGJ2Qtq9kb/

L’altra vincitrice locale è Sara Caputo, col suo progetto “Plastic Street”: “Premetto come questa idea nasca da alcune riflessioni scaturite nel tempo, alcune di queste ultime in seguito ad una banale osservazione della successione di tute e dei moduli spaziali, presso il museo dello space center Kennedy di Cape Canaveral, le quali sono state migliorate di anno in anno nei materiali sino ad arrivare alle moderne tute. Altre osservazioni arrivano guardando la mia Città Foggia, sempre allagata quando c’è una pioggia di media entità e vedendo i suoi giardini spesso secchi ed un’aria irrespirabile, per essere una piccola provincia. Lavori che interrompono per settimane o mesi le strade. Immaginate l’applicazione della plastica e di trasformare il peggior danno che essa arreca all’ambiente, per via della sua durevolezza nel tempo, in una risorsa e di vederla non più in un terreno o nel mare, ma usando questo suo potenziale non degradabile per costruire delle strade fatte di pannelli modulari opportunamente trattati. Immaginate i lavori interminabili di manutenzione strade ridotti drasticamente nella propria durata, mediante il semplice gesto di poter alzare un pannello e per poi riposizionarlo senza dover rompere nulla . Immaginate le strade che di solito si allagano dotate di un canale di scolo sottostante la strada che abbia una portata così ampia da non permettere alle acque piovane di creare situazioni pericolose in zone specifiche della città con dispendio di mezzi e risorse. Immaginate ancora di usare la benzina solo per ripartire da fermi con l’auto. Tutto questo potrebbe risolversi nel ridisegnare la viabilità urbana mediante l’impiego di pannelli modulari di materiale plastico riciclato indeformabile in luogo dell’asfalto e dotando gli stessi di un sistema di aria compressa che formi un cuscinetto su cui far scorrere le autovetture impiegando carburante o energia elettrica solo alla ripartenza. Sotto questi pannelli predisporre uno scavo atto a contenere tubature ordinarie, ma sopratutto ampi canali di scolo delle acque piovane per poi convogliarle in un sistema di raccolta che riporti l’acqua nell’irrigazione cittadina”.

https://www.instagram.com/p/CGW1dgFDD96/

SHARE

Write a response